MENO MITRAGLIATORI, MENO CRIMINALI

MENO MITRAGLIATORI, MENO CRIMINALI

Di Paolo Bernasconi – Un Kalashnikov in mano a un diciottenne, a Bellinzona. Venne arrestato, il maggio scorso, poiché accusato di mettere in pericolo i compagni della Scuola cantonale di commercio, utilizzando le sue armi da fuoco. Gliene vennero sequestrate 17, tutte comperate in negozi svizzeri. Persino un fucile del tipo AK-47 (come conferma il Consiglio di Stato il 27 giugno 2018). Si tratta della replica, ben funzionante, del Kalashnikov, una delle più temibili armi da guerra. Basta un cacciavite e spara anche a raffica. «In Svizzera le armi si comprano come le caramelle», dichiarò il pluriricercato Francesco Denaro, davanti alla Commissione parlamentare antimafia.

Nel marzo scorso la polizia di San Gallo sequestrò 280 pistole e fucili mitragliatori, munizioni, silenziatori e 1.300.000 franchi. Nel settembre 2015 vennero arrestate 25 persone della cosca Ferrazzo di Mesoraca, sequestrando fucili mitragliatori comperati in Svizzera: nelle loro intercettazioni parlavano chiaramente di come pistole e fucili provenissero dalla Svizzera. Nel luglio 2016 venne arrestato, in Francia, di rientro dalla Svizzera con tre pistole, il fornitore di armi di clan criminali marsigliesi. Poi, nel giugno scorso, venne arrestato un funzionario di polizia del Canton Svitto, accusato di commercio via darknet, al quale venne sequestrato un vero arsenale.

Una lista che potrebbe continuare ancora a lungo, nel passato e nel futuro. Ma per fermare questi abusi criminali il Parlamento svizzero prevede ora il divieto di commercio di armi semiautomatiche. Infatti si possono troppo facilmente modificare in armi per il tiro a raffica. Vietate anche quelle accorciabili, perché facili da nascondere sotto la giacca. Tutta roba prediletta anche da chi vuole usarle per minacce, sparatorie e altri scopi criminali.

Il Consiglio federale, i responsabili di giustizia e polizia federale e cantonale, tutti approvano la nuova legge federale sulle armi. Restrizione della libertà, ma soltanto quella dei criminali. Inoltre, sarà vietato sparare con armi a raffica. Ovviamente, la nuova legge esclude esplicitamente qualsiasi divieto a carico del tiro sportivo e della caccia (articolo 5 cpv. 4 e 5). I militari potranno tenersi ancora in casa l’arma di ordinanza (art. 5 cpv.1 let. b). Votiamo sì per la nuova legge federale: meno mitragliatori, meno criminali, meno vittime, meno pericoli per poliziotti e doganieri.

Paolo Bernasconi, già procuratore pubblico

Lettera pubblicata sul CdT venerdì 26 aprile 2019