Sulle armi una restrizione di buon senso

Sulle armi una restrizione di buon senso

Di Morena FerrariSi potrebbe pensare che le armi da fuoco non siano cose da donne. Infatti, ce ne sono poche che vanno a caccia e poche nei poligoni di tiro. Ma quando guardiamo gli spaventosi fucili da guerra esposti nelle vetrine dei negozi degli armaioli nelle città svizzere, allora non possiamo rimanere indifferenti. La nuova legge federale che dobbiamo approvare nella prossima votazione popolare prevede finalmente il divieto di comperare i fucili che possono sparare a raffica. Già oggi si possono comperare fucili che contengono 20 cartucce in un caricatore, però devono essere modificati in modo da non poter sparare a raffica.

Per quanto io non armeggi armi, mi è stato spiegato che è facilissimo togliere questo congegno e quindi usare questo fucile come un normalissimo fucile d’assalto. Con tutto quello che succede e sta succedendo nel mondo ma anche dalle nostre parti, come donna, come politico e soprattutto come cittadina, sento il dovere di porre un freno, o quanto meno un atto di prevenzione verso la crescente violenza. Preferisco proibire fucili piuttosto che sottoscrivere uno Stato poliziesco. Rabbrividisco ricordando le stragi commesse da individui solitari usando fucili a raffica. Vi ricordate la strage al Gran Consiglio di Zugo? Furono uccisi 14 politici con il fucile mitragliatore da un solo uomo. Vi ricordate anche la probabile strage sventata alla Scuola di commercio di Bellinzona lo scorso mese di maggio? Tutte le armi sequestrate in casa di un ragazzo appena maggiorenne erano state vendute liberamente (bella libertà!) in negozi di armaioli in Svizzera.

Nessuna donna svizzera si sentirà disarmata dalla nuova legge che impedisce ai criminali di rifornirsi di armi da guerra presso gli armaioli svizzeri. Non sono in pericolo le nostre tradizioni (che il tiro sia uno sport di massa in Svizzera al giorno d’oggi ho qualche dubbio), non la nostra identità, ma la protezione della vita e della nostra serenità. I segnali di pericolo ci sono tutti: gli USA insegnano. I cacciatori potranno ancora andare a caccia, i tiratori sportivi potranno ancora esercitare così come le gare di tiro non saranno messe al bando e i soldati possono tenersi a casa il loro fucile.

È una misura di buon senso che, non da ultimo, mantiene quegli accordi che ci permettono di svolgere al meglio le collaborazioni in materia di sicurezza, politica d’asilo, turismo ed economia. Perciò raccomando di votare sì e di far votare sì alla nuova legge federale in votazione il 19 maggio.

Opinione di Morena Ferrari Gamba, vicepresidente del PLR di Lugano e consigliera comunale a Lugano
Lettera pubblicata su Corriere del Ticino, 30 aprile 2019