Dieci sì a raffica contro le armi semiautomatiche

Dieci sì a raffica contro le armi semiautomatiche

Di Matteo Quadranti – 1. Vogliamo fare qualcosa per rendere meno facile il possesso e l’uso di certe armi con particolare potenza di tiro? Sì, perché è cosa eticamente giusta.

2. È utile che esercito e polizia dispongano di armi anche semiautomatiche? Sì, per la sicurezza di tutti.

3. È giusto e conveniente che le nostre forze di sicurezza possano disporre di un sistema integrato di scambio di informazioni a livello continentale (Accordo di Schengen)? Sì, lo è nell’interesse di tutti i cittadini svizzeri, e anche di quelli europei (ci mancherebbe). Nemmeno i contrari alla modifica di legge arrivano a chiedere che detto accordo venga disdetto consapevoli che sarebbe un passo indietro e che pagheremmo tutti noi svizzeri in cambio della passione o del lusso di taluni che oggi come oggi pare non possano accettare di assolvere qualche formalità burocratica in più di quelle vigenti pur di avere le indispensabili semiautomatiche che sparano più di 10 colpi (fucili) e 20 (pistole). Ora, non mi consta che i cacciatori siano autorizzati a sparare a raffica ai camosci. Negli stand di tiro, premesso che non saranno vietate tali armi, c’è da chiedersi se i programmi di gara non potrebbero comunque essere adeguati ad armi ammesse.

4. Cacciatori, come i possessori di armi devono disporre di autorizzazione oggi? Sì. E non mi risulta che i funzionari cantonali addetti a tali pratiche agiscano arbitrariamente come ho sentito dire da sostenitori del no. I funzionari saranno gli stessi di oggi anche se dovranno fare qualche accertamento in più ma non si vede perché improvvisamente dovrebbero iniziare ad operare in modo arbitrario. Ma come, la fiducia la si deve dare ai cittadini tiratori e cacciatori ma non ai funzionari (peraltro cittadini pure loro)?

5. È utile che, limitatamente ad un uso controllato, anche tiratori e cacciatori possano usare armi ed organizzare ad esempio feste federali di tiro? Sì, per le passioni e le tradizioni di quest’ultimi che non valgono per tutti. La riforma della legge sulle armi non impedisce queste attività perché è un compromesso politico.

6. Ma gli altri? Perché non si potrebbero o dovrebbero porre alcune restrizioni, autorizzazioni e controlli? Sì, è corretto porle perché meno armi girano e minori sono i rischi per potenziali vittime innocenti. Abbiamo leggi contro le infrazioni stradali perché alcuni conducenti possono alla guida di un’auto diventare pericolosi, leggi per chi detiene razze di cani potenzialmente pericolosi, leggi che proibiscono e sanzionano coloro che mettono in pericolo la vita altrui trafficando e spacciando droga. L’intero codice penale sanziona comportamenti astratti o concreti e anche chi svolge attività senza autorizzazioni o viola precetti professionali. Nessuna di queste norme impedisce di commettere reati, rifornirsi su mercati neri. Eppure, siamo tutti d’accordo che servono per proteggere dei beni superiori e sanzionare chi le viola. I contrari all’inasprimento della legge sulle armi ritengono che deve valere il principio di libertà e di fiducia verso il cittadino perché nella maggioranza dei casi lo siamo tutti buoni e onesti. Se quindi deve prevalere libertà e fiducia allora cancelliamo tutte le leggi sopra indicate?

7. Voi vi sentite più liberi e svizzeri perché potete muovervi senza ostacoli in tutta Europa senza visti e controlli alle dogane? Direi di sì. Oppure il vostro grado di libertà e svizzeritudine lo misurate in base alla possibilità di avere un’arma semiautomatica e di impedire che le singole parti di un’arma siano registrate e codificate per la lotta al mercato nero? Lascerei certe idee agli statunitensi che di stragi con armi a raffica ne sanno qualcosa. Io preferisco sentirmi più svizzero in altri contesti.

8. La legge in votazione non è un diktat dell’UE, come serpeggia ormai tra chi vede l’UE come il fumo negli occhi qualunque cosa esca da lì. Essa è invece, sì, un esempio di soluzione tipicamente svizzera di compromesso dove il Governo ha saputo salvaguardare le peculiarità svizzere dell’arma di servizio e dei tiratori sportivi.

9. L’opuscolo informativo del Consiglio federale è veritiero? Sì, i contrari non lo hanno impugnato al Tribunale federale come era in loro facoltà. Pertanto, sostenere in campagna referendaria che il nostro Governo non la racconti giusta è una mancanza di rispetto verso le istituzioni … svizzere!

10. La legittima difesa personale in caso di aggressione ci autorizza a sparare a raffica al nostro aggressore? Oppure costituirebbe un eccesso di legittima di difesa punibile col carcere? Sì, sarebbe un chiaro caso di eccesso di legittima difesa.

Il mio è un invito convinto a votare sì il 19 maggio.

* deputato del PLR in Gran Consiglio

Pubblicato sul Corriere del Ticino venerdì 10 maggio 2019