Svizzera-Russia: Neutralità e Difesa

Svizzera-Russia: Neutralità e Difesa

“Amerika droht mit Abzug, Russland mit Krieg»: gli Stati Uniti minacciano di ritirarsi, la Russia minaccia la guerra (FAZ, 10.05.2026).

“Avec le retrait des troupes américaines en Allemagne, Berlin est face à une équation historique » (Le Monde, 7 maggio 2026).

«Sans Tomahawks l’Allemagne a les mains vides ».

Mentre ci si attende l’ultima trovata di Trump riguardante la NATO, costui ha già bloccato la messa a disposizione di un battaglione americano equipaggiato con missili per contrastare i missili russi e ritirato dalla NATO una portaerei e aerei bombardieri. Ecco che i principali media tedeschi pubblicano planimetrie che mostrano come una gran parte del territorio della Germania possa essere raggiunto da parte dei missili russi Hiskander. La “giustificazione” russa: è chiaro che la Germania sia il paese dal quale proviene l’aiuto militare e finanziario più importante per la difesa dell’Ucraina. Alle minacce si aggiungono le aggressioni, nel quadro della guerra ibrida: questa era la storia di copertina di una recente edizione della rivista “Der Spiegel”, con il titolo “Operation Germaniya” accompagnato dal sottotitolo seguente “In che modo gli agenti di Putin attaccano la Germania”. L’impegno delle persone e delle risorse finanziarie investite da parte della Russia per attaccare il territorio tedesco ha raggiunto un livello storico: atti di sabotaggio, spionaggio, campagne di false informazioni, infiltrazione nelle piattaforme informatiche, comprese quelle di alcuni deputati. Un’inchiesta giornalistica spiega le istruzioni, l’educazione e l’addestramento fornito agli studenti in un’università russa specializzata nella guerra ibrida. Ogni occasione (pandemia, migranti, ecc.) viene sfruttata per alimentare divisione sociale “Wie Moskau unsspaltenwird” (FAZ, 4.6.2026). D’altra parte, sono già stati numerosi i Paesi dell’Unione Europea che hanno smascherato agenti russi camuffati come membri della diplomazia. Parimenti dichiara Alexander Dobrindt, Ministro tedesco degli Interni: “La Russia è pronta a destabilizzare la nostra società, sovvertire la nostra democrazia e sabotare il nostro sostegno all’Ucraina”. In Francia, finora più risparmiata da questa “strategia del caos”rispetto alla Germania, all’Inghilterra e alla Polonia, si indaga attualmente su tre casi di sabotaggio.

Pertanto, i servizi segreti russi hanno cominciato ad utilizzare anche degli agenti di basso livello, in maniera da rendere più difficile l’attribuzione ai Servizi segreti russi. Nell’ambito di questa guerra ibrida, Putin tenta di contrastare le critiche internazionali, dovute al fatto che le zone ad alta densità residenziale dell’Ucraina sono bombardate molto più che le infrastrutture, facendo sempre più vittime civili in Ucraina. Frattanto, un rapporto dell’”Humanitarian Research Lab” dell’Università di Yale, ha svelato il coinvolgimento di Gazprom e di Rosneft nella deportazione di bambini ucraini che sono sottoposti al lavaggio del cervello, allo scopo di farne dei servitori e delle spie in favore della Russia. La settimana scorsa il Consiglio d’Europa ha condannato la deportazione forzata di circa 20’000 ragazzi e ragazze rapiti in Ucraina dall’inizio dell’aggressione militare russa, condannando queste vessazioni come una violazione grave del diritto internazionale e della Convenzione internazionale per la protezione dei minorenni. L’Unione Europea ha pertanto già sanzionato 16 persone fisiche e 7 aziende russe.  Le persone menzionate in questa lista rischiano il sequestro dei loro beni, mentre alle aziende dell’Unione Europea è vietato mettere a loro disposizione qualsiasi risorsa economica. La Svizzera partecipa alla coalizione che è stata costituita nel febbraio 2024 dal Canada e dall’Ucraina e che oggi raggruppa 47 Paesi e organizzazioni internazionali: pertanto, anche la Svizzera è oggetto della guerra ibrida condotta da parte della Russia, come è stato dimostrato nell’ultimo Rapporto dei Servizi di informazione elvetici (SIC). Già nell’agosto 2024 il sig. Christian Dussei, allora direttore del SIC, aveva dichiarato che: “La Svizzera è direttamente e indirettamente toccata da questa guerra ibrida, che si svolge in parte anche sul suo territorio”. Il Rapporto, intitolato “La sécurité de la Suisse 2022” già sottolineava quanto segue: “La Russia conduce una guerra ibrida che ha ripercussioni anche in Svizzera, in particolare mediante attacchi informatici, attività di spionaggio e rischi di proliferazione”. E ancora, nel Rapporto del SIC pubblicato il 2 luglio 2025 veniva denunciata la guerra ibrida condotta dalla Russia in Svizzera come sempre più esplicita e più sviluppata, sottolineando quanto segue: “I servizi di spionaggio russi e cinesi continuano a condurre in Svizzera operazioni dirette contro gli Stati occidentali, comprese attività e preparativi nell’ambito della guerra ibrida. È aumentato il rischio che la Svizzera sia utilizzata per preparare o commettere sequestri di persona, atti di sabotaggio e attentati all’estero”. Analogo allarme si legge nel relativo Rapporto del SIC pubblicato a fine giugno. Questa “strategia del caos” viene generalmente considerata come preliminare e consona alla consueta narrativa di Putin della ricostruzione della “Grande Russia” nel solco della colonizzazione russa dell’Asia nordorientale (cfr. Jacopo Adda, Le péril jaune, 2025, Presses universitaires suisses).

Siccome la Svizzera si trova ad essere bersaglio degli attacchi da parte della Russia, il principio di neutralità evidentemente non impedisce che la Svizzera prenda misure non soltanto politiche, ma anche militari, strategiche e tecniche, allo scopo di contrastare le attività di guerra ibrida condotte da parte della Russia sul territorio svizzero. Infatti, quando un Paese è vittima di attacchi militari, il suo statuto di neutralità ovviamente non impedisce di adottare misure preventive e sanzionatorie contro lo Stato che conduce queste forme di aggressione. Il suo statuto di neutralità non glielo impedisce, anzi, al contrario. In Svizzera, i sostenitori di Putin non mancano: issano la bandiera della neutralità svizzera per lasciare mani libere agli agenti di Putin. È finalmente giunto il momento di scegliere tra la neutralità filorussa, da una parte e, dall’altra parte, la difesa della Svizzera.

Prof. Paolo Bernasconi, Dr.iur.h.c.
(Articolo pubblicato sulla Tribune de Genève l’11 giugno 2026)