VOGLIAMO ALTRI BIMBI DEPORTATI IN RUSSIA?

VOGLIAMO ALTRI BIMBI DEPORTATI IN RUSSIA?

Putin, guerra contro l’Europa. Il governo inglese raccomanda le scorte di viveri, Svezia e Finlandia sono entrate nella Nato, Repubbliche baltiche e Polonia organizzano corsi di autodifesa per i civili. Putin ha organizzato la deportazione in Russia di 20.000 bambini ucraini. Putin sostiene pubblicamente l’iniziativa di Blocher: insieme, Putin e Blocher si oppongono alle sanzioni per bloccare la guerra russa. Putin rivuole la Cortina di ferro. Blocher vuole difendere le sue due società in Russia.

«Aspirante Bernasconi, sappia che, in caso effettivo, il nostro esercito sarà a fianco della NATO». Così venni zittito, alla Scuola Ufficiali di Zurigo, dal Comandante della Scuola, colonnello brigadiere Zollikofer. Era il 1964. Da allora, quante centinaia di esercitazioni dell’esercito svizzero in cui si combatteva, noi come «Azzurri» contro i «Rossi», intesa l’Armata russa. Ma se alla neutralità non ci credevano nemmeno i nostri Alti Gradi, perché dovrebbero crederci gli altri Paesi? Blocher ignora le esercitazioni dell’esercito svizzero congiunte con la NATO in Sardegna, nel 2006, in Germania nel 2020, in Svezia e in Italia nel 2023, in Portogallo nel 2025 nonché le esercitazioni NATO CMX 2g di gestione delle crisi nel 2001, 2005, 2008, 2010 e marzo 2025.

La NATO non tollera una lacuna difensiva dall’Europa orientale sino all’Austria e alla Svizzera. Secondo Blocher, la neutralità ci ha salvato da due guerre mondiali. E sostiene anche che l’esercito di uno Stato neutrale deve essere così forte da dissuadere l’esercito aggressore almeno infliggendogli gravi danni. Ma in questi ottant’anni la guerra militare e la guerra economica sono cambiate totalmente. Per di più, sempre Blocher, proprio nella sua intervista al Corriere del Ticino, sostiene che l’esercito svizzero di oggi non sarebbe in grado di respingere un aggressore. Persino il pur formidabile esercito ucraino cagiona immensi danni all’Armata Rossa, ma senza fermare la guerra. Ma uno sciame di droni e di missili a lunga gittata possono distruggere e paralizzare la Svizzera senza che la Russia perda un solo uomo. Anche perché l’esercito svizzero non dispone né di droni né di missili.

Intanto, il Capo dei Servizi Segreti svizzeri allerta: il nostro Paese è sotto attacco mediante la guerra ibrida russa: Berna ospita uno dei principali avamposti dei servizi segreti russi (GRU). Putin fa ammazzare ogni giorno centinaia di civili ucraini, calpesta le convenzioni di Ginevra così come calpesterà l’articolo costituzionale sulla neutralità proposto da Blocher. Ne abbiamo abbastanza per votare contro questa iniziativa.

Paolo Bernasconi
prof. dr. iur. h.c.